La lingua polacca

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  • Edukacja Kulturalna

    The Council for the Polish Languageul. Nowy wiat 7200-330 Warszawawww.rjp.pl

    This publication has been partially founded by the Ministry of Culture and National Heritage, the Senate of the Republic of Poland and Langenscheidt Polska

    Contributors:

    The Polish text by . . . . . . . . . . . . prof. dr hab. Walery PisarekCzech translation by . . . . . . . . . . Teresa Piotrowska-MaekDannish translation by . . . . . . . . Andrzej ZalewskiDutch translation by . . . . . . . . . . Agnieszka BieniasEnglish translation by . . . . . . . . . Marta UsiekniewiczEstonian translation by . . . . . . . Aarne PuuFinnish translation by . . . . . . . . . Sirkka OjaniemiFrench translation by . . . . . . . . . dr Wanda JadackaGerman translation by . . . . . . . . Andreas W. MegerGreek translation by . . . . . . . . . . Przemysaw KordosHungarian translation by . . . . . . Ildik KozakItalian translation by . . . . . . . . . . Maciej JaskotLatvian translation by . . . . . . . . . Ieva PalaaLithuanian translation by . . . . . . dr Ana RomanukMaltese translation by . . . . . . . . Carmel AzzopardiPortugese translation by . . . . . . . Agata AdamskaSlovak translation by . . . . . . . . . doc. PhDr. Marta Pankov, PhD.Slovenian translation by . . . . . . . Jasmina uler-GalosSpanish translation by . . . . . . . . Magdalena AdamczykSwedish translation by . . . . . . . . Grayna Tatar

    Design by . . . . . . . . . . . . . . . . . . Tomasz Korwin-SzymanowskiEdited by . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Agata Hcia

    Published by The Council for the Polish LanguageWarsaw 2007

    ISBN: 978-83-916268-2-5

    Production: PPHU TURKUS-POL Warszawa, e-mail: turkuspol@wp.pl

  • 1gwarzceGwarzce rnym jzykiem narody

    a lingua polacca

    Coi suoi 38 milioni di parlanti in Polonia, 2 milioni in Europa (fuori Polonia)e circa 8 milioni di parlanti per cui il polacco la lingua madre fuori Europa, lalingua polacca appartiene alle 25 lingue pi parlate nel mondo ed fra le prime10 in Europa. Quanto al numero di persone di cui la lingua materna, il polaccooccupa il sesto posto nellUnione Europea. A diversi livelli lo conoscono 50milioni di persone; come lingua madre (esattamente come first language),secondo Languages of the World, dichiarato da abitanti di 21 paesi. Per circa45 milioni la lingua materna.

    Pi di 37 milioni di parlanti nativi del polacco abita in Polonia dove leminoranze linguistiche costituiscono non pi del 3-4 % della popolazione, ossiameno di un milione di persone. Secondo lo studio Europeans and theirLanguages il 98% degli abitanti della Polonia indica il polacco come linguamaterna. I membri delle minoranze linguistiche in Polonia sono di solito bilinguinel senso che parlano anche il polacco; le generazioni pi giovani parlano escrivono in polacco.

    Assieme al ceco, slovacco, casciubo, lusaziano superiore e inferiore e loscomparso polabo, il polacco appartiene alla gruppo delle lingue slave occidentalidella famiglia indoeuropea. Questa famiglia viene divisa in due parti satem ekentum. La lingua polacca insieme al resto delle lingue slave, le lingue balticheed iraniche rappresenta il gruppo satem (cfr. ceco srdce, lituano irdis, polaccoserce in confronto allinglese heart, francese cur, greco , latino cor,tedesco Herz).

    Il polacco si distingue dalle altre lingue slavo-occidentali, fra laltro, per leseguenti caratteristiche:

    1. il passaggio delle antiche consonanti sonanti r e l in ar, ier o il. Cfr. le parolepolacche sarna (capriolo), kark (nuca, collo), piercie (anello), wilk (lupo)con le rispettive forme ceche srna, krk, prste, vlk;

    2. il passaggio delle consonati palatali t, d, r in consonanti molli , d, rz;3. laccento fisso parossitono, mancanza della quantit e dellintonazione

    (tranne lespressiva)

    L

  • Chrzszcz brzmi w trzcinie2

    ojce particolarit della lingua polaccaDal punto di vista fonetico la moderna lingua polacca letteraria

    caraterizzata da un numero limitato di vocali (a, e, o, u, i, y, , ; non vi differenza di quantit) e relativamente molte consonanti che nei testi appaionoassai spesso in gruppi consonantici. Nonostante il numero limitato di vocali fraquelle polacche ce ne sono due ereditate dallepoca preslava ed inesistenti nellamaggior parte delle lingue europee e in nessuna delle lingue slavecontemporanee. Si tratta di due vocali nasali: (che contrariamente alla grafianon indica una a bens una o nasale) ed . Comunque anche nella lingua polaccain diversi contesti esse perdono il valore nasale. Alla fine della parola solo la viene pronunciata con valore nasale (p.es. z tak adn ksik con un libro cosbello), invece la in posizione finale oggigiorno pronunciata come una e (p.es.lubie cie anche se si scrive lubi ci). Allinterno della parola ambedue le vocalivengono pronunciate come nasali solo se precedono una consonante fricativa(ossia davanti w, f, s, z, sz, , , , ch); davanti ad altre consonanti (cio davanti ap, b, d, t, c, dz, cz, d, , d, k, g) il valore nasale passa alla consonante nasale m,n o ; per esempio si dice e si scrive wsy (baffi), wch (fiuto), per si dicezombek (dentino o spicchio), zemby (denti), wentka (canna da pesca), pie(cinque) nonostante si scrivino zbek, zby, wdka, pi. Davanti alle consonantil e sia sia perdono la nasalit: si dice wzio, wzieli anche se si scrive wzi (hapreso), wzili (hanno preso).Limpressione che d il polacco di essere saturo di consonanti incrementatadallortografia conforme alla quale alcune consonanti che non hanno una segno(una lettera) nellalfabeto latino vengono scritte con un digrafo composto da dueconsonanti, p.es. sz, cz indicano il fonema (in inglese. sh) e (in inglese ch). Ascopo di divertire e spaventare gli stranieri si compongono delle frasi specialicome per esempio:

    W gszczu szczawiu we Wrzeszczu(Fra fitti cespugli di acetosa a Wrzeszcz.)

    Klaszcz kleszcze na deszczu.(Le zecche applaudono sotto la pioggia.)

    O: W Szczebrzeszynie chrzszcz i trzmiel brzmi w trzcinie.(A Szczebrzeszyn un coleottero e un bombo suonano fra le canne.)

    Ma anche:Mali po polu hulali i pili kakao.

    (I piccoli facevano baldoria sul campo e bevevano cacao.) una frase polacca.

    L

  • In pratica problemi maggiori che la pronuncia dei suoni (linglese sh) e (linglese ch) e perfino tutti e due assieme (in inglese shch) provoca aglistranieri (anche ai parolanti nativi di altre lingue slave) la distiznione di alcuneconsonanti: s (p.es. sam - solo), s (p.es. sinologia - sinologia), (p.e. miech riso,risata) e scritto sz (p.es. szpilka - spillo) e c (p.e. cay intero), c (in paroleprestate da altre lingue, p.es. cito - velocemente), (p.es. ma - falena) e scritto cz (p.es. czapka - berretto).

    Ogni consonante in finale di parola viene sempre pronunciata come sorda:si dice grat ma si scrive grad (grandine). Se la parola successiva comincia peruna consonante sonora la consonate in finale della parola precedente conserva ilsuo valore sonoro o si sonorizza. Un caso a parte quello in cui una parolatermina in consonante e la parola successiva comincia per vocale o una dellecosonanti liquide m, n, l, r. In tale caso il modo di pronunciare la consonante inquestione un fattore che divide la Polonia in due parti: quella settentrionale chenon sonorizza, e la parte meridionale sonorizzante. Gli abitanti della Masovia(Varsavia inclusa) pronunciano brat ojca (ortograficamente: brat ojca il fratellodel padre), brzek lasu (ortograficamente: brzeg lasu il margine del bosco),invece gli abitanti della Piccola Polonia con Cracovia inclusa le stesse parole lepronunciano: brad ojca, brzeg lasu. Questo fenomeno, conosciuto col nome disandhi si manifesta anche in altre lingue, p.es. nellinglese britannico.

    Laccento fisso e, tranne alcune eccezioni di carattere regolare, cade sullapenultima sillaba. Le parole sono generalmente polisillabe e la loro relativalunghezza si deve alle desinenze flessive, numerosi prefissi e suffissi, chemodificano il significato (o una sfumatura emotiva di significato) della parola.

    Il polacco una lingua flessiva: - le parole declinate (sostantivi, aggettivi, numerali e pronomi) hanno:

    ! sette casi! due numeri! tre generi al singolare! due generi al plurale

    - i verbi appaiono in diverse forme a seconda della persona, del numero, delgenere, del tempo, del modo, della voce e dellaspetto.

    In confronto allutilizzo del verbo nelle lingue germaniche e romanze ilpolacco si distingue per una categoria dellaspetto assai sviluppata pi dal puntodi vista morfologico che flessivo. Laspetto infatti compensa una struttura di tempiverbali alquanto modesta. I verbi formati servendosi di prefissi e suffissi informanonon solo sull incompimento o compimento di unazione (p.es. robi - fare,

    czynieW mojej piknej ojczynie-polszczynie

    3

  • 4

    zrobiemzrobiamzrobie

    zrobiazrobiozrobilimy

    zrobiymyzrobiliciezrobiycie

    zrobilizrobiyzrobiony

    zrobionazrobionezrobieni

    zrobiwszyzrobionozrobi si

    imperfettivo. vs zrobi, perfettivo) ma anche sul fatto se essa stata ripetuta varievolte (p.es. czytywa leggere varie volte), stata cominciata (p.es. zapiewa cominciare a cantare), se si suole ripeterla (p.es. rozpi si - essere soliti berebevande alcoliche), durata solo un po di tempo (p.es. potaczy ballare un po)o durante tutto un periodo (p.es. przetaczy ballare [p.es. tutta la notte]), ecc. corrente lopinione che la padronanza delluso corretto dei vari aspetti del verbopolacco sia il compito pi difficile per uno straniero che studia la lingua polacca.

    Una singolarit del polacco il sistema dei numerali. La maggior parte di essisi declina per casi e generi e oltre ai numerali cardinali (jeden, dwa trzy...) e ordinali(pierwszy, drugi, trzeci...) si utilizzano anche i numerali collettivi, moltiplicativi efrazionari. La fo