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N 1-2 - Fvrier 19843me anne - Nouvelle srie200 liresExpdition abonnementgroupe postal 3e (70%)

Le Syndicat Autonome Valdtain Travailleurs est l'organisation des travailleurs valdtains. Les objectifs du S.A.V.T. sont: - la dfense et la promotion des intrts culturels, moraux,conomiques et professionnels des travailleurs du Val d'Aoste et l'amlioration des conditions de vie et de travail; - la rnovation et la transformation radicale des structures politiques etconomiques actuelles en vue de la ralisation du fdralisme intgral. Afin d'atteindre ses objectifs, le S.A.V.T. par la recherche, l'action et la lutte s'emploie raliser: - la protection so-ciales des travailleurs, leur prparation culturelle et professionnelle, la protection de la sant, la mise au point d'un systme de services sociaux adquat et efficient; -la dfense du pouvoird'achat des salaris, l'emploi plein temps des travailleurs et des jeunes du Val d'Aoste dans tous les secteurs conomiques; - la parit entre les droits des hommes et des femmes; la priseen charge, de la part des travailleurs, de la gestion des entreprises o ils travaillent et de la vie publique au Val d'Aoste; - l'instauration de rapports avec les organisations syndicales italien-nes et europennes et tout particulirement avec les organisations syndicales qui sont l'expression des communauts ethniques minoritaires, en vue d'changes d'expriences et de lutte commune.

Organe mensuel duSAVT Syndicat AutonomeValdtain des Travailleurs

NAZIONALIT E MINORANZEETNICHE, QUALE SINDACATO?

Convegno a Cagliari

di Ezio DonzelSi svolto a Cagliari il 4

febbraio 1984 un convegno,promosso dal coordinamentodel sindacato sardo, sul temanazionalit e minoranze etni-che, quale sindacato?.

A tale convegno, oltre a nu-merosi quadri sindacali sardimilitanti nella CGILCISL-UIL, hanno partecipato EnricAngela, segretario del S.Q.C.(Sindicat de Quatres de Ca-talunya), Hans Widmann eGeorg Pardeller dell'A.S.G.B.(Autonomer Sudtiroler Ge-werkshaftsbund), Donzel Ezioe Ivo Guerraz del SAVT.

I lavori sono stati introdottida una relazione di Eliseo Spi-ga, del comitato sindacale sar-do, e in seguito si sonosusseguite le relazioni di EnricAngela, di Hans Widmann e diEzio Donzel.

Nella relazione, tenuta daDonzel a nome del SAVT, so-no state messe in evidenza le trecomponenti che caratterizzanoun sindacato di una nazionali-t etnica: l'etnia, la lingua e l'i-deologia.

In sostanza, i lavoratori chevivono in tali nazioni sonodoppiamente oppressi, perch,oltre a subire gli attacchi diogni altro lavoratore, subisco-no anche un attacco alla lorocultura, alla loro lingua e allaloro ideologia.

Era necessario, pertanto,chiarire un primo aspetto: iltermine di nazione e il signifi-cato politico che ne discende.In effetti, come circolano mo-nete false, circolano nel mon-do anche false terminologie. Laconstatazione non sarebbe par-ticolarmente scandalosa se lastessa legge, che punisce i fab-bricanti e gli spacciatori di mo-nete false, punisse anche coloroche fabbricano e spacciano fal-se terminologie.

Accade invece che qualcheterminologia, e fra le pi mi-stificatone, abbia assunto unvalore ufficiale e addirittura le-gale. Vediamo di spiegarne ilperch. Tutti sanno cos' unostato, ma cos' invece unanazione?

Nella maggior parte dei ca-si si tende a farli diventare deisinonimi, utilizzando strumen-talmente questa falsa termino-logia, appiattendo edistruggendo deliberatamenteogni espressione di diversit.

La definizione pi sempli-ce e, allo stesso tempo, pichiara paradossalmente quel-la di Stalin, il quale non puessere certo considerato un pa-ladino dei diritti delle nazioni(od etnie).

Secondo Stalin (ma Leninil vero ispiratore della defini-zione) una nazione una co-munit umana storicamenteevoluta, caratterizzata dall'uni-t del territorio, dalla vita eco-nomica, dalla prospettivastorica della lingua, dall'atteg-giamento mentale quale risul-ta dalla cultura. Definizioneestremamente corretta dellanazionalit, ma Stalin, comedel resto i suoi successori, l'hasempre smentita e tradita a li-vello di prassi. La nazione, intal senso, non coincide quasimai con lo Stato, anche quan-do uno Stato ne porta il nome.Lo Stato italiano uno diquesti, dove la pratica unapratica statalista che tende aidentificare la nazione con lostato e dove lo stato si limita aregistrare e a tollerare le diver-sit. In tal senso lo stato pre-vede benevolmente la tuteladelle minoranze etniche. Ora,se si considera che tutela signi-fica protezione, significa ancheche, nel migliore dei casi, lostato mantiene o conserva la si-tuazione esistente, attuando intal senso una pura sopravvi-venza e impedendo uno svilup-po autonomo delle cultureminoritarie.

Tutto ci determina unanon possibilit di autonomiaeffettiva e di autogoverno, lanon possibilit di disporre delproprio destino e della propriacultura, di determinare il pro-prio grado economico e di be-nessere, di usare la proprialingua. E, laddove lo stato tu-tela e non applica gli articoli3 e 6 della Costituzione e faconfusione tra il concetto diautogoverno e tra quello che l'attuale Statuto di Autonomia(peraltro non applicato nellasua interezza), il riconoscimen-to dell'etnia si riduce ad una fa-se di delega amministrativadallo Stato alla Regione.

Quindi per noi una cosa 10 Stato, l'altra l'Etnia, che 11 vero sinonimo di Nazione,per questo anche il termine diminoranza etnica un terminestatalista che non esprime esat-tamente il significato sociale,culturale e politico della comu-nit etnica.

Diventava necessario chia-rire questa impostazione, inquanto una delle caratteristi-che che ci vede diversi daCGIL-CISLrUIL, le quali han-no un concetto statalista deitermini nazione ed etnia.

Va pure chiarito che la di-versit non nasce dal significa-to che si d ad un termine, mada quello che politicamente ne

segue in pag. 2

INCONTRO GIUNTA REGIONALEE SINDACATO

di Ivo Guerraz

Nell'incontro con la Giun-ta Regionale tenutosi luned 23gennaio 1984 alla presenza delPresidente Rollandin e degliAssessori Pollicini, Favai eMarcoz si dovevano verificarein primo luogo quali impegnie decisioni potesse prenderequesta Giunta a termine, termi-ne gi fissato per il mese di giu-gno. Il Presidente Rollandin, aquesto proposito, ha rassicura-to il Sindacato dicendo chequesta Giunta ha la volont dinon perdere tempo e intendecontinuare sulle linee prece-denti. Gli impegni presi verran-no mantenuti, le scelte sarannofatte per tutte le iniziative an-che per quelle a lungo terminenel tentativo di risolvere il gra-ve problema occupazionaledella nostra Regione. La veri-fica del mese di giugno unfatto puramente politico ed in-terno della maggioranza.

In questo incontro, se puredi carattere generale, il proble-ma occupazionale stato danoi posto come prioritario. Ilsettore industriale ha una per-dita del 45,9% degli occupatirispetto agli ultimi due anni eci sono previsioni di una dimi-nuzione del 36% degli occupa-ti in conseguenza dei piani diristrutturazione e di chiusura diinsediamenti industriali.

La crisi ha crato poi graviripercussioni anche nel settoreturistico in cui sono in conti-nua diminuzione le presenze edi periodi di permanenza in Val-le d'Aosta.

In sostanza siamo in pre-

senza di una crisi che si pu de-finire a due livelli, una a livelloNazionale legata alle aziende aP.P.S.S. e l'altra a livello Re-gionale.

Per la prima in primo luo-go va rivendicata una presen-za pubblica in V.D.A. per poiaprire un confronto con il Go-verno ed il Parlamento per in-cidere sulle loro decisioni sianelle scelte di politica economi-ca, che nella programmazionedei piani di settore e per la de-finizione del ruolo dell'indu-stria pubblica. Rivendichiamoinoltre il modo di intervento edi indirizzo dei processi di ri-strutturazione finanziari, so-cietari e produttivi per cercaredi indirizzare tali scelte versol'occupazione e lo sviluppo ecostruire cos un quadro di ri-ferimento a cui vincolare lescelte delle aziende. Va poicoinvolta la Regione nelle fasidi istruttoria e controllo deipiani aziendali delle imprese acapitale pubblico e dei relativifinanziamenti.

Per la seconda, a livello Re-gionale, l'Esecutivo deve assu-mere come prioritario ilproblema del lavoro e dell'oc-cupazione; per la realizzazionedi tali obiettivi, debbono esse-re attivate scelte programmati-che e progetti specifici, conl'adozione di una politica indu-striale diretta ad un uso pro-grammato delle risorse ed alladiffusione della innovazionetecnologica.

Su questi temi il Presiden-te Rollandin dice che bisognasfatare l'immagine della nostraRegione come isola felice ri-

spetto a tutto il territorio ita-liano e che senza dubbio sifaranno tutte le pressioni e gliinterventi necessari per queiproblemi legati alle scelte di ca-rattere Nazionale.

Per il discorso a livello re-gionale la Giunta non ha nes-suna remora di investire tuttele sue forze e le sue risorse perrisolvere il problema occupa-zionale con un discorso ampiosu qualsiasi settore. L'Assesso-re Pollicini ci ha poi conferma-to che la Giunta staterminando una mappa sui fu-turi insediamenti industrialiper ogni singola azienda ora incrisi. A mappa ultimata (entroi primi di Febbraio), ci sar unnuovo incontro tra Regione eSindacato per poter esamina-re le eventuali ipotesi di alter-native ed i futuri sviluppi.

Tra i vari problemi affron-tati si sono evidenziati quellidel mercato del lavoro e dellaformazione professionale. En-tro breve tempo la Regione di-ce di essere pronta per rendereesecutiva la nuova legge sullaformazione professionale. Sul-la politica del credito ed in par-ticolare sull'attivit dellaFINAOSTA, Rollandin ha af-fermato che nel primo anno diattivit ci sono stati dei proble-mi di gestione, ma la FINAO-STA non deve essere un bracciostaccato dell'AmministrazioneRegionale ma deve avere dei le-gami s