CANTI BAROCCHI

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    ----- ---~----ICANTI BAROCCHI

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    III I

    ORATORIO DI VALVERDE

    Fenna il volo Aurora opulentadi frutto, di fiore,balzata da rive vicinediffondi ancora tremoredi conchiglie, di Iuci marine,e le valli dove passasti alIa danzapastorale fra le ginestret'empirono Ie canestredi folta, di verde abbondanza51

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    - a larghe onde di campane tessutavenivi, dai fili di mernorie, dai risvegli infantili -Traevi con te ne l'incanto

    le migrabonde stagioni,ognuna ora dona il suo vantoe sono albicocche in festoni ,pesche, ciliege, viticci attorti,orgoglio fragrante degli ort i.Gracile Primavera cui biancospino

    punge il piede errante nel camminoesita, implora, non osaturbare nel sonno la rosa.Poi labbro che soffia seme di fuocola ridesta a poco a poco,c l'Estate la coglie, la spandein ampie volanti ghirlande.

    E Autunno, Inverno che dona?Inverno per le notti all' a ltareglobi di gocdole gelate tra ginepriche la luce fa turbinare,e i venti quando l'organo rintrona.Fra le volute, fra gli archi chc vincono gli cstri

    pili snelli delle tastiere, pavoni, uccelli del paradiso, fagianibevono in conche cilestri ,la fuggitiva dell' Area porta l' olivafra i melograni.Su le mensole accanto ai messali gravatidi cuojo gli antifonari (han no stuolidi rondini su occasi affocati) :52

    schiuderanno i voli alle tortore del cantonegli albi deli pasquali;non muove l'Anno su cardini di fir-mamr-nrone per vie di pianetirna 10 volge dolce e lentocerchio di melodie.(Ai quatrro punri del Mondo

    muovono Arcangeli il vento e i colori)- rna gia nel tempo.spiro dall' occidente un soffio insonnee accende di cannelle, di cinnamomi,di rostri porporini i cammini dell' auredi malie d'arbusti le chiome dei venti i transiti marini.Di la dalle Colonnesi stende la piana di spume di crespe abbaglianti,s' erge nei fondali la mole di pomice mora,s'alzano i re dai manti .di piumenei vortici del sole .

    .. .oltre le volte vicino ai campaniliove la mana dell'Evangelistaalta indice alle nubi il yolo,bianco attonito di cellettc, di ballatoi,d 'intonaco nudo rif lettetutto l 'aereo sospeso mattino.

    Ma dove spirano raggiere ed ombre muschiateall'interne gallerie, alle grate delle tribune(trascorrono lucerne la notte)ove vanto di forme gonfia ringhiere tralei campanule soffia dorates 'affollano spieehi di volti fra garze eonsunti profil i di lune.*53

    I

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    A nd av an o g il l l on ta neIng ra nd e la grim a d' a riac he lu ce s eg re ta d if fo nd ee muovon da l'a lt o c am p an ei n g lo ri a, p ro fo nd e.A ltre: nel pallore che langue e che sognasegnati i d es tin i s ot to la d olo ra nt etram a di vene e d i s an gu e.M a chi sa icamminid e ll ' a n ima s o ti ta r ia iP ieg aro no a la c orren ted ' on de v olu bili , d ' ar ia ,a l d en se fo glia me o ve il serpenten ell ' or e i nc ert e s of fia l a v oc e,

    Signoredove e sp irit oi d ov e e sensorU intrico su l'a nim a g ra vad al tem po a ntic o d ' Ada mo ;e f r ag i le e l 'a ni ma : r is uo nae si frange ed ogni giorno abbandonaa i ch io di, a l m artello Ie pa lm e,e n on to rm en to di SetteD olo ri c he s ch iu se p ac e in fin ita ,ma il vento che piange ed il fidecela to a l'am bi gu a c or ol la ;e sem bra che veliicalici l'omb ra s in is tr ae p iu te na ce s' ap pig liil fu oco n el ge rm og lio a l fio rire ...54

    fa ra iiica scu ote, il virg ulto tra via ;da l'a lt e s pi red ei c ie li v er mi gl i, I \1 ar ia ,non splenda raggio ne piova fioredi paradise, m a scendaso po re d i prim i g io rn i,su l' abe in ombra

    55

    iI

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    IILA MERIDIANA

    Guarda l'acqua inesplicabile:contrafforte, torre, soglio

    di granito, piuma, ramo, ala, pupillatutto spezza, scioglie, immilla;

    nell' ansiosa flessionequello ch'era pietra, massa di bastione,

    e gorgo fatuo che passa, trillo d'iride, gorgoglioe dilegua con la foglia avventurosa;sogna spazi, e dove giunge lucente e mollenon e che un infinito frangersi di gocce efimere, di bolle.

    Guarda I'acqua inesplicabile:56

    Ial suo tocco l'Universo e labile.

    E quando hai spento la lampada cd ognipensiero nell' ombra senza peso affonda,la senti che scorre leggera e profondae canta dietro ai tuoi sogni.

    Nell' ora colma, ncllc strade meridiane(ov'e 1'ombra, ai mascheroni anneritialle gronde scuote l'erbe l'aria marina)

    . rispondono le fontane,dalla corte vicina (lascio la notte ai muriumidi incrostazioni di sali, costellazioniche il raggio disperde),dai giardini pensili ove s'ancora il verdesi librano cristallini archis'incontrano nell' aria incantata a!le piazzesui cavalli di spuma gelata,s'alzano volte di suono radianteche frange un istante e ricrea- la tenera piovra, il fiore liquido emerge, eludeil silenzio e un andito schiude fra il canto e il sopore;s'aprono zone di solitudini, di trasparenze,e il bordone poggiato al sedile riposae il sogno si leva ...L'ornbra del cavalcavia

    batte al selciato che brucia.

    IIj

    Ora piana ora ferma, ti guardi, ti specchi beatain alta murata di loggia - nitore di vela - in altanae la loggia, la cupola, la cuspide che vuolesalire pili alta, sono immerse nel vento del sole;permea I'azzurro le travature corrose,57

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    la scala che sale alIa cella, delle aperturedei muri forati, degli archi fa sguardi sereni,e Ie cavalcature riposano ai fieni falciati;rigoglio di lantane, di muse, di calle,ai terrapieni ove il gelso arpeggia l'ombreed aIle balaustre scendono diffusele molli franedel caprifoglio,(dietro il cancello fra gli aranciI'acqua nascosta ha note d'uccello).E le montagne, Iemontagne I'han consumare al corale dei raggi

    Ie resine, l'erbe odorose, gli arorni selvaggio...lancia il sole crinale cerchionell'idrie ave l'acqua scintilla,e s'uno scende l'altro sale,- armonica d' oro -la Bilancia appena oscillaquasi uguale.

    Attendono i vegliardi;, . sotto la cupola al segno rotondo(in gemini) folgora I'ora eco di cosmi,ed alle siepi del mondopassa il brivido di fulgorefende l'immane distesa celeste,vibra, smuore, tace,vento senza presa e silenzio.

    Ma se il fugace e sgomentol'eterno e terrore.

    IIIISCIROCCO

    E sovra i monti, lontano sugli orizzontie lunga striscia color zafferano:irrompe la torma moresca dei venti,d'assalto prende le porte grandigli osservatori sui tetti di smalro,batte alIe facciate da mezzogiorno,agita cortine scarlatte, pennoni sanguigni, aquiloni,schiarite apre azzurre, cupole, forme sognate,59

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    i pergolati scuote, le tegole viveove acqua di sorgive posa in orci iridati,polloni brucia, di virgulti fa sterpi,in tromba cangia androni,piomba su le crescenze incerredei giardini, ghermisce le foglie desertee i gelsomini puerili - poi vien pili mitebatte tamburini; f iocchi , nastr i . ..Ma quando ad occidente chiude l'ale

    d'incendio il selvaggio pontificalee l'ultima gora rossa si sfaldad' ogni lato sale la notre calda in agguato.

    60

    IIVLA NOTTE

    La notte si fa dolce ralvolta,se dalla cerchia oscuradei monti non leva alito di frescuraperche non soffochi, ai muri vicini apre corimbo di canti,sale coi rampicanti pei lunghi archi,aIle terrazze alte, ai pergolati, al traforodei mobili rami segna garofani d'oro,6r

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    rt

    segreti fievoli coglie ai fili d'acqua sui gretio muove i passi stan chidove 1'onde buje si frangono ai moli bianchi.Subito allo schermo dei sogni .

    soffia in vene vive volti gia cenere, parole afone...muove la girandola d'ombre:sulIa soglia, in alto, ognidovevacuo vano, andito grande tende a forme,sguardo che muove Ie prende,sguardo che ferma Ie annulIa.Riverberi d'echi, frantumi, memorie insaziate,

    riflusso di vita svanita che traboccadall 'urna del Tempo, la nemica clessidra che spezza,e bocca d'aria che cerca bacio, ira.e mana di vento che vuole carezza.

    . AIle scale di pietra, al gradino di lavagna,alIa porta che si fende per secchezzae solo lume I'olio quieto;spento il rigore dei versetti a poco a pocoil buio e pili denso - sembra riposo ma e febbre;1'ombra pende al segretobattere d'un immensoCuore

    difuoco.

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    II

    BOSCO IL PRESTIGIA TORE({Stridete di c ar ri ol a c he p or ta fr on de m oT tev o gl ia m o c h e ,ia gola ,Ii a i, ta ll o s ui r am o;e d el le v an e q ue rc le d e l n o st ro c uo re i nq ui et ov og li am o f ar e s eg re to d i s te lle e d i fo m an e. l'

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    I

    AL TEMPO DI RE BORBONE

    Giorni erano quelli , e poco bastava perche fiorisseil racconto, la favola, e il labbro era pronto,[ 'orecchio era atrento fra i volt i sospesi,la parola era spiga al ventospessa di grani che sparge I'ariaa Ia citra perplessa, aI borgo sonnolento,65

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    ai casolari Iontani.Girava I'arcolaio dell' ore tempi di pacata attesadi Ireschi ritorni ai vasti divani di tela fiorata.Erano salvezza nella tempesta marinai fuochi di Sanr'Elmo e I'Orsa serenatornava a brill are in punta di piedi suI mare,innanzi ai fari, innanzi all'altalenabuia della costa vicina.*Terrore a la riva: Ia furia dei rattitrae fra gli strilli la gonna come bandierae il corsaro dagli occhi di nera porcellana,da Ia barba serpentina:Ia scimitarra stride con l'arm a paesana,il fortilizio in collera a mezzo il collee da ringhicra 0 pertugiu di murola bombarda spaccona in salti di Fuoco che tuonacome tarnburo su palco di fiera.Poi sembra che porti il tumultopil i grande, Ia calmeria:I'acqua che irriga spande Ia seranegli orti,

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    L'AMMONIMENTO

    Ma fra Ie quinte e apparso chiromante, indovino:in figure d' enigma chiudi Ie tue venture,con I'ombra aspidi alati volano ne la ramaglia,stridulo scherno scuote l'infida boscaglia;rna tu la porta un poco socchiudi e guarda i velidelle piogge lontane;getta nel braciere corteccia di pino,al davanzale appendi ciuffo di rosmarino,e una Iampada accendi al tuo silenzio celato:verra nei sogni oro filato di cieli,e nella chiusa stanza, nel calmo splendorevedrai svanire il mondonel volto rotondo d'un fiore.

    III

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    IL PRESTIGIATORE

    Negli inverni translucidi, nella reggia dalle gran-di gradinate che scendono verso Ia riviera di con-teria celeste, una sera di spettacolo, egli alzo Iapistola, tiro il colpo a 10 specchio, e 10 stagnoverticale sernbro balzare in frantumi suI palchet-to, sconvoise gli archi aciduli, i flauti dai lagnipastorali, i contrabassi ventruti... Ma poi fu di-stesa la neve d'un lino su Ia vitrea rovina e, toI-ta, I'acqua tornata serena, riflette di nuovo dalla68

    porriera de ll'aula im mr-nsa, in fondo, If' uniforrninane e impettite, Ie costellazioni dei candelabrialteri.L'ora sembrava indugiare incerta nel Fuoco deipendagli, s'irrigidiva dinanzi ai pendoli senten-ziosi, si piegava alIa danza, di zebre cristalline,di giraffe che l'orchestra disegnava nette, negliarti sott il i, sugli spazi inesistenti . Ma ecco, ch'egliviene, e ognuno vede che l'ora non e trascorsa,egli l'ha tenura in mana delicata, come una far-Falla d' o ro, l'ha fermata, infissa ad uno spillo, suIa falda del suo vestito ... Seguite adesso un poco quello che diro:Pensate ch'io abbia davanti una tavola da di-segno e in essa Ia scena sia gia pronta in ombreforti, in luci rare. E la strada di uno di quei soh-borghi che circondano Ia citra di calmi rumori,di caseggiati bassi, e immaginate che tutto co-minci ad oscurarsi: fra poco un' ora di notte sof-fochera quel che rimane ancora dei colori precipi-tati dal tramonto; fumi vagabondi, improvvisifasci di Iuce rossastra in getto, interrotti dalla portache sbatte. La poca Iuce se l'e presa tutta il tor-rente scarso d'acqua che serpeggia fra mulini di-rotti, fra canneti spani, dove fra Ie gore macera10 straccio, ormeggia il galeone d'una zucca, giugiu fino all' o rizzonte marino, su cui ha un riflessoancora del giorno trasmigrato la spola gialla d'unanuvola.Ora con 1a mia matita disegno un viaggiatore e,poi lascio che si muova da solo: va col passo dichi viene da lontano, un passo in cui vedi l'om-

    fIt

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    bra della piroetta, l'inchino cortigiano, sale i gra-dini d'arenaria d'una bettola, vuole bervi un bic-chiere prima dell'ingresso nella citra vicina. Gettasopra una panca il ferraiolo che sente icavalli daposta. SuI tavolaccio di rugoso olivo e interrotto1 0 scambio delle carte per 1'ospite insolito, posa-no le rotondita delle coppe, le sagome unte delleregine senza dolcezza. Nell'aria e la presenza in-visibilc delle nasse aride, delle alghe disseccate,dei picconi, e il lavoro del giorno si stempera oranelle giacche ammucchiate.Ma non potreste immaginare quel che il viag-giatore fad ora, con un sorriso sibillino: prcnderale carte le pieghera un poco perche possano staredritte, e postele in fila cosi, s'irrigidera poi in unaposa di comando ed al suo gesto meccanico eeeoehe andranno avanti l'una dopo l'altra come alloscatto di una invisibile molla, sul tavolo, poi bal-zando da questo suI mattonato, suI davanzale,via nella notte ... - e il tavolo, la finestra, ivolti,le mura sembrano sorgere, bruciarsi e continua-mente risorgere nel crepitio leggero di una can-

    o dela, come una vibrante Ianterna magica; e 10stupore arrotonda le bocche 0 Ie inarca, fa che lcbraccia pendano, nel native atteggiamento del-l'uomo senza aggettivi dinanzi all'ignoto.

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    LE CARTE IN CA MMTNO

    Fila di carte in cammino,sotto il cielo a tutte l'ore,respiro d'una favola ti mandadove palpita ancora: la notturnalocanda ora t'accoglie, sotto i tettifumidi 0 dove al torbido luminopassa 10 zoccolare dei muletri,II~ 71

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    il cora dei sonagli colora d'argento- nasconde ilbasto il fiore e I' oro -T'accolgon le vallette esiguequando la frcscura calae cigola la passerellasui fusi dell' acque turbinanrie sovra comignoli, sovra vettedi montagne, di cipressi, di pioppinel distacco fumoso fra lanotte ed il giorno luce oscurauna pendula luna d'almanacco.e ig io rn i m utan o vo ltoe muta volto la vitaiq ua dr an ti d ic on o isegnideg li imposs ibi l i ricorsrne ll 'e t er na d ipar ti t a.Va la piccola compagniasotto il cielo violetto che giapensa i giorni dell'uva matura,ed ogni pensiero, ogni voce,ha dolcezza di r itorni;passano lontano, per tramonti,per albe, l'ha visti il mandrianoche veglia, i pastori al fuocone 1 0 scuro passare, quandoFioravante mena la spadacon l'ombre sul muro.Salgono colline, seendono valli,i cavalli dormono sotto i ponti,talora stanche le regineriposano nei fienili;72 .

    ai re le coppe degli a~~l,coi vini tracannatispengono i rimpianti, delusidei regni mai regnati,delle futili corone;e nelle soste l' asso di bastonepianta il suo palo fioritoin mezzo ai chiusi degli ovili,m is te ro d 'o gn i m in ut o:entra it v en to d a Ie fessu re,ma no n l'hai sentito, ha tnossod 'u n l eg ge ro t ra sa li me nt on e ll ' a rmadi o s oe eh i us o il vestito.Errano sotto la tunica leggerade la pioggia di Primavera- ha visto i pallidi colorichi prende sopore nella penombra -Ascendono i capi ,a l'erme specole doveimessaggi dei pianetiin fosforiche frangeguizzano a lc pareti:- pendolo, ruota, sestante,vertigini di culminazioni:ne la spelonca stell aree in breve segno la marea che levala conca verdebrunadel fantastico mare.v an na a l g ra nd e resp iroIe eh io me d ei p la ta ni, d eg li u livi73

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    e L a r ete d ell'o mb re su i b an ch iv u ol c h iu d er e i[ an ta sm i d el l' uleche non sono, che non saranno:ig io rn i so no st an ch isebbene irami m fiore.

    L'ANIMA E I PRESTIGI

    Ma l'anima confondono i prestig i:intimidita abbassa la scriminiturache parte le nere chiome, le palpebrc ombratc:nel cestello ripone la matassa,gli aghi, i1 ditale, piega la fior iturapaziente sul bianco, nf'l1f ' sereE la lontana dimora di nuovo l'accoglie:75

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    serbano le scansie tenebrosepallide ampolle, 0, pendentiin vimini dal soffitto,e un poco oscillano quandopassa la tramontana; spiraresenti con I 'erbe della soIitudine, I 'al tura.A la tarda ora solo guarda I'altoabbaino la stel la polarc.

    Sebbene tu cerchi che la tua stessafugacira sia l'arpa, i l f lauto, il ruscello,sai che su la fronte e il segnodi una malinconia senza fine;e se l'aria della notte che avanzascioglie la maggiorana, i mirt i,77

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    il chiaro ealice della daturain fumo umido di fragranza,sai che Ia favola sboccia,poco dura, s'allontana,e I'amaro e dell'ultima goccia.Anche sc ildisperso ritrovail confine, il Iume notturno, il riposo,anche se il tumulto gioiosodelle campane irrompenell ' aria della sera,e Ia corona da Ie gemme invernalidolce si curva a la Primavera dei bianchi sponsali .Ora su le colline oscure, su Ie curve dei montiIe terse cinture, le cacce di scintilleprende il primo scoramcnto che poi trascolora,e saranno in fondo a le valli, brusio, brina,.all 'eriche sonaglio di st il le che vapora,-breve fluire di fonti che l' e rba disperde,che la terra densa ai raggi caldi beve.